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GIOCO ONLINE E RISCHI

Quando il gioco smette di essere solo gioco

I videogiochi e il gioco online fanno parte della vita di molti bambini e adolescenti. Possono essere un’occasione di divertimento, apprendimento, collaborazione e socialità. Molti giochi aiutano a sviluppare attenzione, strategia, creatività e capacità di risolvere problemi.

Il problema nasce quando il gioco diventa l’attività dominante della giornata, quando sostituisce il sonno, la scuola, le relazioni, lo sport, il tempo in famiglia e gli interessi offline.

Per un genitore o un educatore non è sempre facile capire dove finisce il gioco sano e dove inizia un uso problematico. Per questo è importante osservare non solo “quanto” un ragazzo gioca, ma soprattutto “cosa succede” quando non può giocare.

Che cos’è il gaming disorder?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il gaming disorder nell’ICD-11, la classificazione internazionale delle malattie. Secondo l’OMS, il disturbo da gioco è caratterizzato da perdita di controllo sul gioco, priorità crescente data al gaming rispetto ad altre attività e continuazione del comportamento nonostante conseguenze negative. Per essere considerato un disturbo, il comportamento deve causare una compromissione significativa nella vita personale, familiare, sociale, scolastica o lavorativa e di solito deve essere evidente per almeno 12 mesi.

che cos’è il gaming disorder e perché non si tratta semplicemente di “giocare tanto”.

Gaming sano o gaming problematico?

Non tutti i ragazzi che giocano molto hanno un problema. Il gioco può essere sano quando resta inserito in una vita equilibrata: scuola, sonno, amicizie, attività fisica, famiglia e altri interessi continuano ad avere spazio.

Il gaming può diventare problematico quando il ragazzo non riesce più a fermarsi, quando mente sul tempo trascorso a giocare, quando diventa aggressivo se gli viene chiesto di spegnere, o quando continua a giocare nonostante conseguenze evidenti.

Secondo Children and Screens, i videogiochi possono avere effetti sia positivi sia negativi: possono favorire alcune abilità cognitive e sociali, ma un uso problematico può essere associato a calo del rendimento scolastico, sedentarietà, disturbi fisici e difficoltà psicologiche.

Come distinguere  gioco sano da gioco problematico e come aiutare gli adulti a osservare il comportamento dei ragazzi senza demonizzare i videogiochi. 

Vai al sito>>

https://www.childrenandscreens.org/learn-explore/research/video-gaming-101-healthy-vs-problematic-gaming/

Segnali concreti da osservare

Per capire se il gioco sta diventando un problema, è utile osservare alcuni segnali nella vita quotidiana.

Perdita di controllo

Il ragazzo dice “ancora cinque minuti”, ma non riesce mai a fermarsi. Ogni limite diventa una trattativa infinita.

Rabbia o ansia quando il gioco viene interrotto

Spegnere il dispositivo provoca crisi, aggressività, pianto, panico o forte irritabilità.

Sonno compromesso

Gioca fino a tardi, si sveglia stanco, fatica a concentrarsi o nasconde il dispositivo di notte.

Calo scolastico

Compiti rimandati, rendimento in discesa, assenze, perdita di concentrazione o scarso interesse per la scuola.

Isolamento

Preferisce giocare anziché uscire, fare sport, vedere amici o partecipare alla vita familiare.

Menzogne sul tempo di gioco

Nasconde quanto gioca, cancella tracce, mente sugli orari o gioca di nascosto.

Perdita di interesse per altro

Attività che prima gli piacevano diventano improvvisamente noiose o inutili.

Spese non controllate

Acquisti in-app, skin, pacchetti, loot box o abbonamenti diventano frequenti o nascosti.

Umore dipendente dal gioco

Il suo umore cambia in base a vittorie, sconfitte, ranking, premi o esclusione dal gruppo di gioco.

Un singolo segnale non significa automaticamente dipendenza. Ma più segnali insieme, ripetuti nel tempo, indicano che è necessario intervenire.

Perché i videogiochi coinvolgono così tanto?

Molti videogiochi sono progettati per mantenere alta l’attenzione. Premi, livelli, missioni, classifiche, notifiche, eventi a tempo e ricompense casuali stimolano il desiderio di continuare.

Nei giochi online, inoltre, il ragazzo non gioca sempre “da solo”: spesso fa parte di una squadra, una chat, una community. Spegnere può sembrare difficile perché significa abbandonare il gruppo, perdere una missione o restare esclusi.

perché i videogiochi sono così coinvolgenti per bambini e adolescenti e perché può essere difficile interrompere una sessione di gioco.

Cosa può fare concretamente un genitore

1. Non iniziare dalla punizione

Togliere tutto all’improvviso può aumentare conflitto, rabbia e chiusura. Prima è meglio capire: a cosa gioca? con chi? per quante ore? cosa prova mentre gioca? cosa succede quando smette?

2. Creare una routine visibile

Le regole funzionano meglio se sono chiare e prevedibili. È utile scrivere insieme una routine settimanale con:

  • orari per i compiti;

  • orari per il gioco;

  • momenti senza schermi;

  • attività fisica;

  • tempo per il sonno;

  • tempo familiare.

3. Stabilire limiti prima di iniziare

Dire “spegni ora” quando il ragazzo è già immerso nel gioco è molto più difficile. Meglio concordare prima:

  • quanto tempo si gioca;

  • a che ora si spegne;

  • cosa succede se il limite non viene rispettato;

  • quali giorni sono dedicati al gioco.

4. Proteggere il sonno

Il sonno deve essere una priorità. Una regola molto concreta è: niente dispositivi in camera durante la notte.

5. Evitare il gioco come unica ricompensa

Se ogni premio è “più tempo per giocare”, il gaming diventa sempre più centrale. Meglio alternare ricompense offline: attività insieme, sport, uscite, piccoli progetti, esperienze.

6. Controllare acquisti e chat

Molti rischi non riguardano solo il tempo di gioco, ma anche:

  • chat con sconosciuti;

  • linguaggio aggressivo;

  • acquisti in-app;

  • loot box;

  • contenuti non adatti;

  • pressione del gruppo.

7. Giocare insieme almeno una volta

Provare il gioco con tuo figlio può aiutare a capire cosa lo attrae, quali sono le dinamiche e quali rischi possono emergere. Inoltre apre un dialogo meno giudicante.

Gestire il gaming in famiglia

Quando il gioco online diventa fonte di conflitto quotidiano, serve una strategia familiare, non solo un divieto. I ragazzi hanno bisogno di limiti, ma anche di alternative reali e di adulti coerenti.

Video pratico con consigli per genitori sulla gestione del gaming in famiglia

Una regola semplice: equilibrio prima del divieto

Prima di chiedere “quanto gioca?”, chiediamoci:

  • dorme abbastanza?

  • va a scuola con regolarità?

  • mantiene amicizie offline?

  • fa movimento?

  • riesce a spegnere senza crisi?

  • ha altri interessi?

  • il gioco crea conflitti quotidiani?

  • continua a giocare anche quando ci sono conseguenze negative?

Se il gioco convive con una vita equilibrata, può restare un’attività positiva. Se invece prende il posto di tutto il resto, è il momento di intervenire.

Cosa fare se la situazione è già difficile

Se il gioco online sta creando problemi importanti, è utile procedere per passi.

Osservare per una settimana

Annota orari, durata, momenti di conflitto, sonno, umore, rendimento scolastico e reazioni allo stop.

Parlare in un momento tranquillo

Non affrontare il tema durante una lite. Scegli un momento calmo e parti da ciò che osservi: “Mi sembra che ultimamente spegnere sia molto difficile e che tu dorma poco”.

Definire nuove regole insieme

Poche regole, chiare e realistiche. Meglio partire da obiettivi possibili che da divieti totali.

Offrire alternative

Sport, amici, attività creative, cucina, musica, uscite, volontariato, giochi da tavolo: il tempo tolto allo schermo deve essere riempito con esperienze concrete.

Coinvolgere la scuola

Se ci sono calo scolastico, assenze o isolamento, è utile parlare con insegnanti o educatori.

Chiedere aiuto

Se il ragazzo non riesce a ridurre il gioco, se ci sono aggressività, insonnia, ansia, isolamento o depressione, è importante rivolgersi a un professionista

A chi rivolgersi

Se pensi che il gioco online stia compromettendo il benessere di tuo figlio, puoi chiedere supporto a:

  • pediatra o medico di famiglia;

  • psicologo dell’età evolutiva;

  • psicologo scolastico;

  • servizi territoriali per adolescenti;

  • consultori familiari;

  • centri pubblici o privati specializzati in dipendenze comportamentali;

  • insegnanti ed educatori.

Il gioco online non va demonizzato. Va compreso, regolato e accompagnato. Un ragazzo non ha bisogno solo di limiti: ha bisogno di adulti capaci di aiutarlo a ritrovare equilibrio.

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