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GROOMING E PREDATORI ONLINE

Quando la fiducia diventa una trappola

Il grooming online, o adescamento online, è un processo attraverso il quale un adulto cerca di avvicinare un minore su internet per manipolarlo, conquistarne la fiducia e ottenere controllo emotivo, immagini intime, incontri o altre forme di sfruttamento.

Può avvenire sui social network, nelle chat, nei videogiochi online, sulle app di messaggistica, nei gruppi chiusi o attraverso profili falsi. Spesso il predatore non si presenta subito come una minaccia. Al contrario, può apparire gentile, comprensivo, disponibile, interessato ai problemi del ragazzo.

Il grooming è pericoloso proprio perché può sembrare inizialmente una relazione di amicizia, attenzione o fiducia.

Che cos’è il grooming online?

L’adescamento online non avviene quasi mai all’improvviso. È spesso un percorso graduale, fatto di piccoli passi: contatto, conversazione, fiducia, isolamento, richiesta di segreti, invio di immagini, ricatto o minaccia.

Il minore può non rendersi conto di essere manipolato. Può pensare di parlare con un coetaneo, con una persona che lo capisce o con qualcuno che gli dà attenzione in un momento di fragilità.

Video utile per spiegare in modo semplice e diretto che cos’è il grooming online e perché può essere difficile da riconoscere.

Come agiscono i predatori online

I groomer usano strategie precise. Spesso studiano il profilo del minore, osservano interessi, foto, commenti, amicizie, giochi preferiti e momenti di fragilità.

Possono:

  • fingersi coetanei;

  • usare profili falsi;

  • fare complimenti e mostrare attenzione;

  • offrire regali digitali, crediti di gioco, skin o vantaggi online;

  • chiedere di spostare la conversazione in chat private;

  • invitare il minore a mantenere il segreto;

  • creare dipendenza emotiva;

  • chiedere foto o video personali;

  • usare ricatti o minacce;

  • isolare il ragazzo dagli adulti di riferimento.

Il grooming non è sempre riconoscibile all’inizio. Per questo è fondamentale educare i ragazzi a diffidare delle relazioni online che chiedono segretezza, immagini personali o esclusività.

Video utile per aiutare genitori ed educatori a capire le strategie usate dai predatori online per avvicinare i minori.

Perché può essere difficile chiedere aiuto

Molti ragazzi non raccontano ciò che sta accadendo perché provano vergogna, paura o senso di colpa. Alcuni temono di essere puniti, di perdere il telefono, di non essere creduti o di aver “sbagliato”.

Il predatore può sfruttare proprio questa paura, facendo credere al minore di essere responsabile della situazione.

Per questo la risposta degli adulti è fondamentale: un ragazzo deve sapere che può chiedere aiuto senza essere giudicato.

La voce degli adolescenti

Per parlare di grooming con i ragazzi, spesso è utile partire da storie concrete. Capire come una relazione online possa trasformarsi in manipolazione aiuta gli adolescenti a riconoscere prima i segnali di pericolo.

Cortometraggio pensato per parlare direttamente agli adolescenti attraverso una storia che mostra manipolazione, fiducia e perdita di controllo

Dati e fenomeni da conoscere

Il grooming è parte di un fenomeno più ampio legato alla sicurezza dei minori online, allo sfruttamento digitale, alla circolazione di immagini intime e all’abuso sessuale online.

Secondo il Report 2025 “Bambini Vittime” dell’Associazione Meter, le nuove tecnologie stanno trasformando il modo in cui avvengono gli abusi online sui minori. Il report segnala l’uso crescente di piattaforme social, sistemi di messaggistica, gruppi chiusi, dark web e strumenti di intelligenza artificiale.

Tra i dati riportati da Meter:

  • 8.213 minori identificati come vittime di deepnude;

  • 785.072 immagini contenenti abusi reali su minori segnalate nel 2025;

  • 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori segnalati nello stesso periodo;

  • 115 gruppi e bot attivi su Telegram e Signal dedicati alla diffusione di deepnude;

  • particolare attenzione ai rischi nei contesti di gaming online, dove possono avvenire contatti, manipolazioni e tentativi di adescamento.

Questi dati non devono generare panico, ma consapevolezza. Il rischio non è “internet in sé”, ma l’assenza di strumenti, dialogo e protezione attorno ai minori.

Visita il sito >>

Associazione Meter, Report 2025 “Bambini Vittime”
https://associazionemeter.org/chi-siamo/report-annuali/


Scarica il report:
https://associazionemeter.org/wp-content/uploads/2026/02/report_meter_2025_web.pdf

Segnali da non sottovalutare

Un ragazzo vittima di grooming può mostrare segnali diversi. Nessuno di questi, da solo, conferma necessariamente un adescamento, ma alcuni cambiamenti meritano attenzione.

Segretezza improvvisa

Nasconde lo schermo, cancella chat, cambia password o si irrita se un adulto si avvicina mentre usa il telefono.

Nuovi contatti sconosciuti

Parla spesso con persone che la famiglia non conosce, soprattutto se incontrate online.

Regali o vantaggi digitali

Riceve ricariche, crediti di gioco, skin, abbonamenti o altri regali da persone sconosciute.

Cambiamento emotivo

Diventa ansioso, triste, nervoso o spaventato dopo aver usato il telefono o il computer.

Isolamento

Si chiude in camera, evita amici e famiglia, passa sempre più tempo online.

Linguaggio o comportamenti sessualizzati

Mostra conoscenze, frasi o atteggiamenti non adeguati alla sua età.

Paura di parlare

Si blocca o reagisce con rabbia quando si prova a parlare di chat, social o videogiochi.

Richiesta di mantenere segreti

Racconta di avere un “amico online” che gli chiede di non dire nulla agli adulti.

Cosa può fare un genitore

Parlare prima che accada qualcosa

Non aspettare un problema. Spiegare con calma che online alcune persone possono mentire sulla propria identità è una forma di prevenzione.

Non colpevolizzare

Se un ragazzo racconta una situazione difficile, la prima frase dovrebbe essere rassicurante: “Hai fatto bene a dirmelo. Non è colpa tua.”

Insegnare le regole di sicurezza

I figli devono sapere che non devono mai condividere:

  • foto intime;

  • indirizzo;

  • scuola frequentata;

  • numero di telefono;

  • password;

  • posizione geografica;

  • informazioni sulla routine familiare.

Controllare privacy e contatti

È utile verificare insieme le impostazioni di privacy di social, app, videogiochi e piattaforme di messaggistica.

Prestare attenzione ai videogiochi online

Molti contatti avvengono anche nelle chat dei giochi. È importante sapere con chi gioca il ragazzo e quali strumenti di comunicazione utilizza.

Creare una via d’uscita sicura

Un figlio deve sapere che, se qualcosa lo mette a disagio, può interrompere la conversazione, bloccare il contatto, fare screenshot e chiedere aiuto.

Cosa può fare un educatore

Gli educatori possono avere un ruolo decisivo nella prevenzione.

  • Parlare di grooming con un linguaggio adatto all’età.

  • Spiegare che non tutti online sono chi dicono di essere.

  • Lavorare sul concetto di consenso.

  • Insegnare a riconoscere richieste di segretezza, isolamento o immagini personali.

  • Creare spazi di ascolto non giudicanti.

  • Segnalare tempestivamente situazioni sospette secondo le procedure previste.

Risorsa italiana di approfondimento

Adescamento online - Grooming — Generazioni Connesse

Risorsa italiana autorevole, adatta sia ai ragazzi sia agli adulti, con materiali specifici sull’adescamento online.

Vai al sito >>

https://www.generazioniconnesse.it/site/it/2019/09/05/adescamento-online-grooming/

Cosa fare se sospetti un caso di grooming

Se pensi che un minore possa essere vittima di adescamento online:

  • mantieni la calma;

  • non cancellare chat, immagini o messaggi;

  • fai screenshot e conserva le prove;

  • blocca il contatto solo dopo aver raccolto gli elementi utili;

  • non affrontare direttamente il presunto adulto;

  • informa la scuola se il contatto riguarda compagni o ambienti scolastici;

  • rivolgiti alla Polizia Postale;

  • cerca supporto psicologico se il ragazzo è spaventato, confuso o sotto ricatto.

A chi rivolgersi

In caso di sospetto grooming o adescamento online, è importante non restare soli.

Puoi rivolgerti a:

  • Polizia Postale;

  • 114 Emergenza Infanzia;

  • Generazioni Connesse;

  • insegnanti ed educatori di riferimento;

  • psicologo scolastico;

  • pediatra o medico di famiglia;

  • servizi territoriali per minori;

  • associazioni specializzate nella tutela dell’infanzia.

Il grooming non nasce sempre dalla forza. Spesso nasce dalla fiducia manipolata. Per questo la protezione più importante è una relazione familiare in cui un ragazzo sappia di poter parlare, anche quando ha paura.

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