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CYBERBULLISMO

ll cyberbullismo è un insieme di azioni aggressive e intenzionali, compiute da singoli o gruppi, attraverso strumenti elettronici (social, chat, email, SMS) per danneggiare un coetaneo incapace di difendersi.

A differenza del bullismo tradizionale, il cyberbullismo può seguire bambini e adolescenti ovunque, anche dentro casa, rendendo difficile sentirsi al sicuro. Un messaggio offensivo, una foto condivisa senza consenso o una presa in giro pubblica possono avere un impatto emotivo molto profondo.

Molti ragazzi non raccontano ciò che stanno vivendo per paura, vergogna o timore di essere giudicati. Per questo è fondamentale che genitori, educatori e adulti imparino a riconoscere i segnali e creino uno spazio di dialogo e fiducia.

Campagna di comunicazione istituzionale per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo del Dipartimento per le politiche della famiglia 

Quando il silenzio nasconde un problema
I segnali da non ignorare

 

Il cyberbullismo lascia spesso ferite invisibili. Molti ragazzi fanno fatica a raccontare ciò che stanno vivendo online per paura, vergogna o timore di non essere compresi. Per questo è importante osservare con attenzione alcuni cambiamenti nel comportamento e nelle emozioni.

Ansia legata al telefono o ai social

Un ragazzo può agitarsi quando riceve notifiche, evitare improvvisamente il cellulare oppure controllarlo in modo ossessivo. Anche la paura di leggere messaggi o l’ansia dopo l’utilizzo dei social possono essere segnali importanti.

 

Chiusura improvvisa e isolamento

Chi subisce cyberbullismo tende spesso a isolarsi. Può evitare il dialogo, chiudersi nella propria stanza, allontanarsi dagli amici o perdere interesse verso attività che prima amava.

 

Tristezza o rabbia dopo essere stati online

Se un ragazzo cambia umore improvvisamente dopo aver utilizzato il telefono, i videogiochi online o i social network, potrebbe aver vissuto episodi di esclusione, prese in giro o umiliazioni digitali.

Paura di andare a scuola

Anche se il cyberbullismo avviene online, le sue conseguenze continuano spesso nella vita reale. Alcuni ragazzi iniziano a evitare la scuola, inventano scuse per restare a casa o mostrano forte disagio prima di uscire.

Disturbi del sonno e forte stress

Insonnia, difficoltà ad addormentarsi, stanchezza costante o incubi possono essere collegati allo stress emotivo provocato da minacce, messaggi offensivi o umiliazioni online.

Cancellazione improvvisa di account o profili

Un ragazzo vittima di cyberbullismo può cancellare improvvisamente profili social, uscire da gruppi online o smettere di utilizzare piattaforme che prima frequentava abitualmente.

 

Calo dell’autostima

Frasi come:

  • “Non piaccio a nessuno”

  • “Mi prendono tutti in giro”

  • “È colpa mia”

possono indicare che il ragazzo sta vivendo una situazione di sofferenza e umiliazione.

 

Chiusura totale sul mondo online

Quando si cerca di parlare di ciò che accade sui social o nelle chat, alcuni ragazzi reagiscono con forte chiusura, rabbia o paura. Questo atteggiamento può nascondere il timore di essere giudicati o di perdere l’accesso al telefono.

 

Anche un solo segnale non significa necessariamente cyberbullismo. Ma ascoltare, osservare e creare uno spazio di fiducia può aiutare un ragazzo a sentirsi meno solo e a chiedere aiuto prima che il dolore diventi più grande.

Spot Polizia Postale - Il cyberbullismo è un reato

Come può aiutare un genitore

Non esistono genitori perfetti. Esiste però la possibilità di esserci davvero, anche nei momenti più difficili.

 

Offrire ascolto prima delle soluzioni

Spesso un ragazzo non cerca consigli immediati, ma qualcuno che lo ascolti senza giudicarlo. Fare domande semplici e mostrare interesse sincero può aiutarlo a sentirsi meno solo.

Evitare reazioni impulsive

Quando un figlio racconta qualcosa di doloroso, è naturale provare rabbia o paura. Tuttavia, mantenere calma e presenza aiuta il ragazzo a sentirsi protetto e compreso.

Non minimizzare il suo dolore

Ciò che per un adulto può sembrare “una cosa da ragazzi” può essere vissuto da un adolescente come qualcosa di enorme. Sentirsi ascoltati seriamente è fondamentale.

Collaborare con scuola ed educatori

Confrontarsi con insegnanti, educatori o figure scolastiche può aiutare a capire meglio la situazione e costruire insieme un percorso di supporto.

Educare al rispetto e all’empatia

I ragazzi imparano soprattutto osservando gli adulti. Un ambiente familiare basato su ascolto, rispetto e dialogo rappresenta una protezione importante anche fuori casa.

Chiedere supporto professionale

Quando il disagio persiste o diventa intenso, il supporto di uno psicologo può aiutare il ragazzo a comprendere e affrontare meglio ciò che sta vivendo.

Toolkit realizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia:
Stop Cyberbullismo – Toolkit per i genitori

A chi chiedere aiuto

Affrontare il disagio giovanile da soli può essere difficile. Chiedere supporto è un passo importante e può aiutare sia i ragazzi sia le famiglie.

 

Figure di riferimento

  • psicologi scolastici

  • insegnanti ed educatori

  • pediatra o medico di famiglia

  • servizi territoriali per adolescenti

  • centri di supporto psicologico

  • associazioni dedicate alla tutela dei minori

 

Servizi utili

 

Nessun ragazzo dovrebbe sentirsi solo davanti al proprio dolore. E nessun genitore dovrebbe pensare di dover affrontare tutto senza aiuto.

DATI STATISTICI

Report statistico ufficiale realizzato da ISTAT che analizza il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo tra i ragazzi dagli 11 ai 19 anni in Italia. Il documento presenta dati aggiornati, differenze territoriali, impatto del cyberbullismo online, principali forme di aggressione tra pari e informazioni utili per comprendere meglio i rischi vissuti dagli adolescenti nel contesto digitale contemporaneo.

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